#alluvioneLivorno: i volontari S.W.R.T.T. impegnati nei soccorsi - foto vincitrice del contest #veroVolto (luglio 2018)

Soccorso alluvionale: formazione, preparazione, responsabilità. L'esperienza di Livorno

Una lotta contro il tempo per i soccorritori dell'associazione "S.W.R.T.T - Swift Water Rescue Team Toscana" impegnati a Livorno nelle operazioni di ricerca dispersi durante l'alluvione 2017. La foto è stata la più votata del contest fotografico #veroVolto di luglio. Il presidente Marco Acampora ricorda quei giorni e sottolinea l'importanza della prevenzione e della formazione

Otto vittime, fiumi di fango, distruzione e disperazione: le dolorose immagini di quella che viene ricordata come l'alluvione di Livorno (che oltre la città di Livorno ha pesantemente colpito anche i comuni limitrofi di Collesalvetti e Rosignano Marittimo), sono rimaste impresse nel cuore di tutto il Paese.
In migliaia si sono mobilitati per prestare soccorso alla popolazione a partire dagli stessi cittadini: i soccorsi organizzati (protezione civile, vigili del fuoco, volontari, forze dell'ordine, esercito e via dicendo) sono intervenuti tempestivamente. L'imperativo era togliere la gente dal fango, mettere in sicurezza ogni persona a rischio, liberare le strade, salvare per quanto possibile case, animali e beni.
Una tragedia ben testimoniata dalle immagini, tutte estremamente eloquenti: fiumi di fango, strade invase dall'acqua, paesaggi irriconoscibili, facce disperate, case invase dalla melma, l'incredulità e la desolazione della gente.
Fra le tante associazioni di volontariato di protezione civile intervenute, anche la "S.W.R.T.T - Soccorso Alluvionale - Swift Water Rescue Team Toscana" di Pisa, onlus specificatamente formata e specializzata nel soccorso e formazione in ambiente alluvionale.

Ed è proprio uno scatto che riprende i volontari S.W.R.T.T. impegnati a Livorno durante un'operazione di ricerca dispersi, l'immagine più votata del mese di luglio per il contest fotografico #veroVOLTO, un'iniziativa promossa dalla piattaforma FattoreH che si occupa di educazione al rischio alluvionale e che, fra gli altri progetti, raccoglie le foto delle alluvioni italiane che più rappresentano appunto il vero volto (da qui il nome) dell'Italia ferita da questi eventi.
Nelle parole di Marco Acampora, presidente di S.W.R.T.T. , la testimonianza di quei giorni:

Marco, chi vi ha avvisati e quando siete intervenuti?
"Ricordo molto bene quel momento: erano le 06:02 di domenica 10 settembre, il Sistema toscano era già in fase di attenzione a causa di un'allerta arancio emessa il giorno prima, quando ricevetti una telefonata dal Dirigente regionale del Sistema di Protezione Civile, Ing. Riccardo Gaddi, che mi informava di ciò che stava accadendo a Livorno e disponeva l'immediata attivazione del modulo specialistico di CMRT (Colonna Mobile Regione Toscana) "Soccorso in ambiente acquatico". Il modulo, che dal 2014, anno nel quale è stato costituito, è affidato alla SWRTT, e che in questo caso era composto da 12 volontari, di cui 10 operatori formati con standard regionale (OAA-Operatore Ambiente Alluvionale) + 2 operatori logistico/segreteria, 2 mezzi terrestri, 2 carrelli "modulo" equipaggiati rispettivamente con 1 gommone da rafting (armati come battelli di soccorso) la relativa attrezzatura di corredo ed i kit DPI alluvionali per gli operatori, arrivava presso il Comando VVF di Livorno alle ore 07:58 e lì si metteva a disposizione".

Quali sono state le priorità del vostro intervento?
"Dapprima i VVF ci hanno assegnato il sopralluogo di un'area nel quartiere di Salviano che era stata pesantemente colpita dalla furia delle acque, con un intero quartiere che era ancora completamente allagato e con numerosi veicoli, addirittura un camper, che erano stati sbattuti contro le case e lì ancora si trovavano. Lì verificammo e comunicammo ai VVF che non c'erano situazioni di pericolo imminente, né bisogni urgenti da parte della popolazione ancora nelle abitazioni e confermammo che i primi mezzi speciali (ruspe e carri attrezzi) avevano già iniziato ad operare sul luogo per rimuovere gli ostacoli che impedivano all'acqua di defluire.
Fummo quindi inviati a quello che fu individuato come area ammassamento soccorritori (Pala Modigliani a Porta a Terra) e di lì in poi continuammo il nostro lavoro fino a tarda sera con due squadre che operavano in scenari diversi in supporto ai VVF e in accordo con il CCS nella ricerca e soccorso".



Voi siete specializzati in questo tipo di soccorso, quanto è stata importante la vostra formazione sull'efficacia degli interventi svolti? Può farci qualche esempio?
"Direi importantissima! Anzi, fondamentale. La formazione specifica è di vitale importanza, la sicurezza dei volontari è il nostro primo obbiettivo, e questa può derivare solo da una buona formazione e un continuo addestramento. Il percorso che ci ha portato oggi a ritenerci specializzati nel soccorso alluvionale viene da lontano e fatto di continui miglioramenti ed anche nella scelta di partner che potessero dare un apporto determinante alla qualità della formazione, come i VVF, che sono sempre presenti durante il percorso formativo specifico per OAA. Di centri di formazione in giro per l'Italia ce ne sono molti, anche di ottimo livello, ma se si va a vedere, tutti forniscono una formazione di tipo fluviale; noi invece abbiamo lavorato molto nell'elaborare un percorso che si incentrasse sulle operazioni in ambito alluvionale urbano fatto in contesti di Protezione Civile dove anche la conoscenza del Sistema è fondamentale. Conoscere bene anche i ruoli, competenze e responsabilità è di fondamentale importanza. Un esempio può essere quello dell'alluvione di Carrara del 2014: anche in quel caso noi fummo attivati come modulo specialistico di CMRT e lavorammo per circa due giorni in piena sinergia con le altre componenti operative del Sistema, sempre nel massimo rispetto dei ruoli e competenze. Venimmo però a sapere, dal posto di comando avanzato, che una squadra con gommone stava lavorando in piena autonomia e senza alcun accreditamento nel sistema, questo comportò che sia noi che i VVF intervenissimo su richieste che si rivelarono già risolte perché era passato un 'qualcuno' che aveva effettuato quegli interventi. Si venne poi a sapere che questa era una squadra di freelance che si era mossa da un'altra regione, senza che ce ne fosse la necessità, e aveva deciso di intervenire in autonomina senza rendere conto a nessuno del proprio operato con competenze ed attrezzature che non erano note, in barba ad ogni regola e norma che disciplina l'attività di protezione civile.

Perché avete deciso di partecipare al contest fotografico #veroVOLTO?
"Io personalmente ho aderito al progetto fattoreH, ideatore e promotore del contest, e ne sono divenuto 'ambasciatore', pertanto quando Laura Pala, l'ideatrice,  ci ha chiesto di partecipare con una nostra foto, l'abbiamo fatto volentieri".

Nella foto, la più votata del mese di luglio, una vostra squadra è impegnata nelle ricerche di una persona dispersa: se la sente di raccontarci la storia legata a quell'immagine?
"Purtroppo non una di quelle storie a lieto fine, in quella immagine, carica di devastazione, una nostra squadra sta operando, in supporto ai VVF, nella ricerca di quella giovane ragazza che era stata travolta dall'onda di piena del Rio Ardenza la notte insieme al proprio marito (fortunatamente lui scampato alla morte) all'interno della propria abitazione. Passammo diverse ore noi quel giorno nella sua ricerca, ma fu poi ritrovata solamente il giorno seguente al defluire delle acque".

Quello che è successo a Livorno (ma non solo perché gli eventi alluvionali da sempre e sempre più spesso interessano il nostro Paese) dimostra quanto siano importanti la prevenzione, la preparazione e la conoscenza in tema del rischio idraulico e alluvionale. Cosa fa la vostra associazione in questo senso?
"Cerchiamo di fare quanto più possibile, infatti accanto al soccorso, mettiamo la formazione dei soggetti che a vario titolo possono trovarsi ad operare in questi contesti, come il volontariato, (ci fregiamo di avere un ottimo rapporto con le altre associazioni toscane a prescindere dal colore della divisa) ma non solo, e poi l'informazione alla popolazione, attraverso eventi come "Io non rischio". Quest'anno ad esempio per la prima volta porteremo la Campagna nel Comune di Vecchiano, che in passato ha visto degli eventi molto importanti, o andando nelle scuole o nei centri commerciali, nel tentativo di diffondere le 'buone pratiche'.
Ovviamente, come qualsiasi altra associazione cerchiamo, nel nostro ambito, di sensibilizzare i decisori (la politica) ad una maggiore attenzione ed un maggior investimento nelle tematiche legate al rischio idraulico e devo riconoscere che, per quanto possibile, la Toscana è molto attenta a questo tema".

Come detto, Lei stesso è 'ambasciatore' della rete creata da fattoreh, la piattaforma promotrice del contest #veroVOLTO e finalizzata alla diffusione della conoscenza e dell'educazione al rischio alluvionale fra i non addetti ai lavori. Come sta andando?
"Questa domanda probabilmente andrebbe fatta a Laura, personalmente credo molto nel progetto, ma di strada da fare ce n'è ancora molta... Purtroppo in Italia si tende a porre attenzione ai problemi del territorio solo al verificarsi di una tragedia e poi, così come passa l'acqua, passa anche l'attenzione a quei problemi. Capisco perfettamente che i decisori che devono far quadrare il cerchio spesso con risorse insufficienti si trovino nella posizione di non riuscire a rispondere a tutte le necessità nella maniera adeguata. E' vero però che spesso, se non accade qualcosa sul proprio territorio, si tende a credere di essere immuni e diventa più semplice rispondere alle esigenze immediate dei cittadini (che magari danno anche un riscontro politico più immediato) piuttoscto che pianificare opere strutturali di medio-lungo termine volte alla tutela e alla riduzione del rischio. Comunque fattoreh esiste anche per questo, ovvero per porre in essere una incessante opera di sensibilizzazione a tutti i livelli atta a mantenere alta l'attenzione e Laura senz'altro sta facendo un ottimo lavoro".

patrizia calzolari
@pakal_1

  • a questo link  il progetto fattoreH
  • a questo link il contest fotografico #veroVolto
  • a questo link   #giocadanticipo  la petizione on-line con la "Proposta Tecnico-Scientifica per la mitigazione del rischio alluvionale in Italia”
  • qui la presentazione.pdf dell'associazione S.W.R.T.T e delle sue attività