Un "terremoto" per amico: mostra a Trieste aspettando il treno

“Ogni giornata passata senza fare prevenzione è una giornata persa” sottolineava sempre il prof. Mucciarelli, direttore del Centro Ricerche Sismologiche OGS. A lui è dedicata la mostra Un "terremoto"per amico, allestita presso la stazione di Trieste

“Bisogna essere persone speciali per fare amicizia con i terremoti o almeno per imparare a conviverci con una certa serenità”. E persona speciale era indubbiamente Marco Mucciarelli, sismologo ed ex direttore del Centro Ricerche Sismologiche OGS, scomparso nel 2016. A lui infatti è dedicata la mostra Un “terremoto” per amico, nata da un progetto di OGS Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale in collaborazione con TTC -Trieste Città della Conoscenza.

Inaugurata lo scorso 14 gennaio, la mostra, che durerà fino al 14 febbraio, è allestita presso lo spazio TTC situato all’interno della stazione ferroviaria di Trieste ed è aperta a cittadini di tutte le età, turisti e visitatori:  un percorso di immagini, piccole postazioni sperimentali e cinque momenti di approfondimento tenuti da esperti per familiarizzare con molti aspetti legati ai terremoti e per imparare a conviverci limitandone le conseguenze negative.  Gli incontri, pomeridiani, sono gratuiti e  aperti al  pubblico, fra questi anche un’edizione speciale della campagna informativa IO NON RISCHIO, tenuta da volontari di Protezione Civile della Regione Autonoma FVG



Nell'intervista che segue, Laura Peruzza, ricercatrice OGS e ideatrice dell'evento ci illustra il progetto:

Non è facile pensare a un terremoto come ad un amico, un titolo quindi che sembra giocare sul paradosso: ma come, se non proprio esserne “amici”, almeno accorciare le distanze, per difendersi meglio?
«Certo, abbiamo giocato sul doppio senso di Marco Mucciarelli come “terremoto” per la sua energia e dirompenza comunicativa, e sul fare amicizia con i veri terremoti, fra i più paurosi eventi naturali, con i quali DOBBIAMO imparare a convivere “pacificamente. Per accorciare le distanze impariamo innanzitutto a riconoscere che i terremoti sono un tratto caratteristico del nostro paese, della nostra regione: non qualcosa che accade dall’altra parte del mondo, in Giappone o in California, o in Albania, ad esempio, lo scorso anno; qualcosa che non riguarda solo piccole porzioni del territorio italiano, le più duramente colpite negli ultimi anni, come l’Italia Centrale, l’Emilia, il Friuli nel 1976, ma tutto il paese. I primi visitatori alla mostra si stupiscono davanti alla mappa degli oltre 32.000 terremoti localizzati dal 1977 al 2019 dalla Rete Sismica dell’Italia Nord-Orientale del Centro di Ricerche Sismologiche di OGS; la mappa rende evidente come tutto l’arco montuoso che ci circonda si muove, si deforma, scricchiola, si rompe mediante i terremoti. Compreso che la stragrande maggioranza di quei terremoti non sono percepibili dall’uomo, diventa anche chiaro come bastano pochi terremoti più forti, diciamo di magnitudo superiore a 4.5, ad interessare con i loro effetti tutto il territorio regionale. Poi per accorciare le distanze ci deve essere la consapevolezza che basta vivere in case ed edifici sicuri, per non dover temere troppo i terremoti, per farseli diventare, in qualche modo “amici". E le incentivazioni alle ristrutturazioni antisismiche, assieme a molti altri accorgimenti meno importanti, sono straordinarie opportunità per ridurre la vulnerabilità dei luoghi in cui viviamo e lavoriamo: è grazie a questo che possiamo proteggerci dai terremoti, ovvero come si dice in gergo tecnico, limitare e ridurre il RISCHIO SISMICO. Nello spazio TCC deliberatamente non abbiamo esposto immagini catastrofiche, perché alla visione della catastrofe ci si abitua, e non cambia il nostro modo di comportarci: altro è aver vissuto un evento catastrofico, ma questo in regione oramai riguarda quasi solo “nonni”…Soprattutto alle nuove generazioni vorremmo passare un messaggio positivo, riguardo un evento naturale che può essere molto, molto pauroso, ma nei confronti del quale abbiamo gli strumenti di prevenzione … come l’AIDS, se vogliamo ancora giocare ai paradossi!»



Avete scelto per la mostra e gli eventi correlati uno  spazio allestito presso una stazione: un luogo di grande transito, quindi un percorso dedicato non solo alla città ma a chiunque passi e voglia riflettere sul tema….
«Lo spazio TCC (Trieste Citta della Conoscenza), aperto grazie ad un coordinamento in capo all'Assessorato Scuola, Educazione, Università e Ricerca, Decentramento, del Comune di Trieste, è la collocazione ideale per intercettare molti tipi di visitatori. Ci sono studenti e lavoratori pendolari, che magari si ritaglieranno qualche minuto giornaliero nell’attesa di un treno o di un autobus; persone che occasionalmente raggiungono Trieste, per le più diverse ragioni, e che forse conoscono poco o nulla del territorio; possono facilmente arrivarci le scolaresche: durante il mese di apertura della mostra le scuole possono anche usufruire di alcune mattine dedicate all’incontro con i ricercatori di OGS: è un luogo facilmente accessibile anche ai meno abili, meno abbienti, meno motivati. E l’accesso gratuito a tutti gli eventi permette di ritornare, e prendere la mostra a piccoli morsi. Speriamo qualcuno decida di fare anche una gita fuoriporta, magari per una conferenza. Siamo molto curiosi di vedere quali saranno i commenti lasciati dai visitatori sul libro degli ospiti, e i suggerimenti che ci arriveranno saranno utili a migliorare le prossime iniziative».



Un mese dedicato alla conoscenza del rischio sismico, con eventi che ne approfondiranno i vari aspetti: cosa è importante sapere e imparare “in tempo di pace” per essere preparati in caso di terremoto?
«Intanto speriamo che la pace duri, vale per i terremoti e non solo per i terremoti, ovviamente. Le domande basilari che ognuno di noi deve farsi sono tre:
1) Vivo/lavoro/mi diverto in un luogo sicuro, in caso di terremoto?
2) Posso fare qualcosa per migliorare la mia sicurezza?
3) So come comportarmi in caso di terremoto?
Se le risposte sono positive, il terremoto ci può diventare amico, se sono negative il terremoto ci potrà anche fare del male, forse molto male. Per aiutarci a comprendere queste domande e abbozzare una risposta, il giorno 25 gennaio,dalle 9 alle 16, si è tenuta, sempre all’interno della stazione ferroviaria di Trieste Centrale, una Edizione Speciale di IO NON RISCHIO, la campagna comunicativa promossa dalla Protezione Civile, con i volontari che hanno incontrato i cittadini nell’atrio antistante lo spazio TCC».



Infine, un ricordo di Marco Mucciarelli, alla cui figura è dedicata questa iniziativa:

«Marco diceva “ogni giornata passata senza fare prevenzione è una giornata persa, nei confronti del terremoto”, gli abbiamo dedicato la mostra per cercare di non perdere altri giorni utili. Chi l’ha conosciuto si porta dentro il suo buonumore e la sua professionalità. Chi non l’ha conosciuto cerchi in rete frammenti dei suoi interventi, oppure gli articoli che ha pubblicato fino al 2016 sul suo BLOG http://tersiscio.blogspot.com (per inciso, TERremoti, SIsmologia e altre SCIOcchezze, TERSISCIO è un omaggio ad un disco di Guccini…). Sarà un buon modo per tenerlo ancora fra noi».

patrizia calzolari


Marco Mucciarelli, nato a Porretta Terme (Bologna) il 14 gennaio 1960, si è laureato in Fisica all'Università degli Studi di Bologna nel 1983 con una tesi in Sismologia dal titolo “Parametri sismici dell’area italiana”. É stato poi ricercatore all'Università di Bologna, all'Istituto Sperimentale Modelli e Strutture (poi ISMES S.p.A. del gruppo ENEL) e all’Università di Siena. Dal 1998 era professore associato all’Università della Basilicata e dal 2012 era Direttore del Centro di Ricerche Sismologiche dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS). Geofisico e sismologo di fama nazionale e internazionale, la sua attività di ricerca univa agli aspetti teorici importanti ricadute applicative nel settore della sicurezza sismica delle grandi opere e del territorio. Ha collaborato con DPC, INGV e ANPAS alla creazione della campagna di sensibilizzazione “Io non rischio: buone pratiche di protezione civile”, progetto informativo nazionale sui rischi naturali e antropici in Italia che punta a formare e preparare i volontari di protezione civile affinché diventino essi stessi divulgatori nelle piazze di buone pratiche di sicurezza. Per questa sua attività il Presidente del Consiglio dei Ministri gli ha conferito nel 2019 l’attestazione di pubblica benemerenza del Dipartimento della protezione civile. A suo nome è stato istituito nel 2018 il premio di laurea “Premio Marco Mucciarelli”

PROGRAMMA EVENTI: