#veroVOLTO: le ferite invisibili nelle foto di chi ha vissuto un'alluvione

"Le fotografie riescono ad immortalare gli istanti in cui il rischio si trasforma in tragedia, il momento in cui diventa evidente l'importanza della prevenzione".  #veroVOLTO è un concorso fotografico pensato per mantenere viva l'attenzione dei cittadini sul tema del rischio alluvionale

Parte oggi la nuova iniziativa di Fattoreacca  la piattaforma web i cui obiettivi si sintetizzano nello slogan "Azioni dal basso per la comunicazione, il monitoraggio e la prevenzione del rischio alluvionale”: oggi infatti, 22 marzo, Giornata Mondiale dell'Acqua dedicata al tema "Nature for Water", Fattoreacca lancia il concorso fotografico #veroVOLTO, pensato per mantenere viva l'attenzione dei cittadini sul tema del rischio alluvionale.

 
 
Laura Pala, ingegnere idraulico e fondatrice del progetto Fattoreacca ci spiega di cosa si tratta:

Oggi lanciate ufficialmente la vostra nuova iniziativa #veroVOLTO: di cosa si tratta?

"#veroVOLTO nasce con l'obiettivo di raccontare le ferite invisibili di chi ha vissuto le alluvioni, ferite di cui si parla tanto durante l'emergenza ma che subito dopo vengono dimenticate. Ridare voce in tempo di pace a tutte le vittime, sia alle persone che ai territori devastati, è il punto di partenza per prendere coscienza del rischio. Il messaggio è, quindi, quello di unire le forze per provare a contrastare gli effetti di questi eventi con cui periodicamente siamo costretti a confrontarci".


Perché avete pensato a un concorso fotografico?

"Le fotografie riescono ad immortalare gli istanti in cui il rischio si trasforma in tragedia, il momento in cui diventa evidente l'importanza della prevenzione. Seguiamo il filo conduttore del "giocare d'anticipo" e il nostro avversario in questa partita è l'indifferenza. Proviamo quindi a tenere alta l'attenzione riportando in primo piano le testimonianze di chi ha vissuto le alluvioni, con la speranza che nella collettività nasca la voglia di riscattarsi ripartendo, questa volta, dal basso".

Chi può partecipare?
"E' possibile partecipare sia come singolo che come associazione, e con questo vogliamo riferirci anche alle scuole. Come tutte le proposte di fattoreacca, è un'iniziativa pensata dai cittadini per i cittadini, e tutti sono invitati a partecipare e a farla propria".

Quale finalità vi ponete e come si svolgerà il concorso?
"Intendiamo raccontare gli eventi alluvionali che hanno interessato, finora, tutto il territorio italiano. Questo perché è importante aumentare la percezione del rischio, ma è anche necessario far passare il messaggio che non siamo soli, che possiamo ripartire insieme, dando voce al territorio. Ogni mese racconteremo la storia della foto che avrà ottenuto il maggior numero di voti, ma tutte le foto saranno raccolte e diffuse anche da Floodbook, un progetto nato dal Politecnico di Torino con l'obiettivo di mappare, con il supporto dei cittadini, gli eventi alluvionali. L'iniziativa si concluderà il 31 ottobre e dal 4 novembre la foto più votata durante questi mesi sarà il volto ufficiale della petizione per la mitigazione del rischio alluvionale e per l'istituzione della giornata della memoria per le vittime delle alluvioni".

Perché avete scelto la proprio oggi, giornata mondiale dell'acqua, per il lancio della vostra nuova iniziativa?
"Quest'anno il 22 marzo invita, in particolare, ad esplorare nuove soluzioni per la tutela del territorio basate sulla natura. Un dato significativo diffuso in occasione di questa giornata è la stima del numero di persone che, nel mondo, vivono in zone a rischio alluvionale: oggi pari a 1,2 miliardi, aumenterà a circa 1,6 miliardi nel 2050 (quasi il 20% della popolazione mondiale). Abbiamo interpretato l'invito come un'occasione per interrogarci sulla situazione del nostro territorio".


Il progetto Fattoreacca si è nato per "educare" al rischio alluvionale i non addetti ai lavori utilizzando i social network e sostenendo alcune iniziative lanciate da esperti del settore (quali ad esempio #adottauntombino, la petizione #giocadanticipo, l'adesione alla rete di "ambasciatori" sul territorio, ecc). Quali riscontri avete avuto sino ad ora? Avete notato una maggiore sensibilità dei cittadini nei confronti del rischio alluvionale?
Le oltre 15000 firme raccolte ad oggi dalla petizione #giocadanticipo sono un dato di partenza incoraggiante, e anche la rete degli ambasciatori sta prendendo forma. Siamo ancora in 'corso d'opera', ma chi sta aderendo alle varie iniziative sta contribuendo a validare la tesi del 'poter fare': offrire modalità di azione concrete incentiva il coinvolgimento dei cittadini e impatta positivamente sul territorio.

E quanto dalle istituzioni?
"Su questo fronte è difficile esprimersi".

Il 4 marzo ci sono state le elezioni per il rinnovo del parlamento. Il rischio alluvioni, e in generale i rischi naturali, che spazio hanno avuto nei programmi elettorali?
"Abbiamo sentito tanto parlare di condoni, di risorse per la ricostruzione, etc. ma la parola "prevenzione" è stata accuratamente evitata. Questo è uno dei motivi per il quale la petizione ha motivo di esistere2.

Cosa vi augurate che faccia in questo senso il prossimo governo ?
"La petizione riassume le esigenze dei cittadini e della comunità scientifica, e sarà consegnata al Presidente del Consiglio al raggiungimento di un numero di firme significativo. Ma per poter innescare un cambiamento, prima di aspettarci qualcosa dal Governo, dobbiamo metterci in gioco come cittadini. 15000 firme sono tante, ma sono ancora una goccia nell'oceano, e per fare la differenza è necessario il supporto di tutti. Ancora una volta, proviamo a ripartire insieme giocando d'anticipo".

patrizia calzolari
@pakal_1