(Fonte foto: profilo Twitter @GiuseppeConteIT)

Nuovo Dpcm 3 novembre, Regioni con diversi scenari di rischio e misure

Le Regioni sono divise in scenari di "rischio di contagio" diversi, dove le restrizioni sono conformate alla gravità dell'epidemia

È arrivata l’ora del nuovo Dpcm, firmato nella notte e pubblicato in Gazzetta ufficiale in giornata. Il premier Giuseppe Conte, nonostante le ultime resistenze delle Regioni, nella tarda notte di martedì ha firmato il nuovo decreto con cui si tenterà di limitare la diffusione del coronavirus in Italia e lo ha presentato in conferenza stampa nella serata di mercoledì. Nel provvedimento sono presenti sia delle norme valide per tutto il territorio nazionale, sia delle norme che saranno valide solo a livello regionale. Le chiusure, Regione per Regione e territorio per territorio, saranno dunque differenziate a seconda della fascia di rischio contagio (gialla, arancione e rossa) alla quale appartiene una data Regione. Le misure saranno in vigore dal 6 novembre al 3 dicembre 2020.

I nuovi scenari di rischio locali
Il documento presenta quattro scenari di trasmissione del virus, dove lo scenario 1 e lo scenario 2 presentano focolai localizzati e gestibili dal sistema sanitario. Questi scenari non vengono citati nel nuovo Dpcm. Gli scenari 3 e 4 riguardano invece i casi in cui la diffusione virus è grave. Per questi scenari, il Dpcm prevede misure restrittive più drastiche. Una regione, un comune o una provincia possono entrare in un determinato scenario tramite un’ordinanza del ministero della Salute, emanata d’intesa con il presidente della Regione in esame. Nella valutazione del rischio nei vari territori si terrà conto dell’indice RT (cioè l’indice di diffusione del virus, ovvero quante persone possono essere contagiate da un singolo contagiato), e di altri 21 parametri, tra cui il numero dei ricoveri e la percentuale dei tamponi positivi. Una volta che uno scenario 3 o 4 entrano in vigore, avrà una durata minima di 15 giorni. Al termine di questo periodo si valuterà se spostare un territorio in un altro scenario o mantenerlo dov’è.

Chi decide in quale scenario entra una Regione?
Sull'elaborazione dei dati e dei 21 parametri in esame - decisiva per stabilire in quale fascia di rischio collocare una Regione - il decreto "garantisce il coinvolgimento" delle Regioni stesse. Non solo, infatti, i governatori partecipano alla cabina di regia sull'emergenza sanitaria, ma nel Dpcm si precisa che il ministero della Salute emetterà le ordinanze di chiusura una volta "sentiti i presidenti delle Regioni" – come si sottolinea nella lettera. Il decreto inoltre affida al ministro della Salute, Roberto Speranza, la responsabilità di stabilire "ulteriori misure di contenimento del contagio" nelle aree dove il contagio è più alto e le strutture sanitarie sono in sofferenza, sulla base del documento scientifico condiviso con la Conferenza delle Regioni, chiamato Prevenzione e risposta Covid-19, evoluzione della strategia per il periodo autunno inverno.

Bisogna ricordare che il criterio di assegnazione dello scenario rimane comunque semiautomatico: si baserà su criteri e parametri oggettivi che non potranno essere influenzati da scelte soggettive.

Cosa accade nello scenario 3?
Lo scenario 3 presenta una sorta di versione alleggerita di quel lockdown che abbiamo vissuto a marzo. L'area di rischio è di colore arancione e riguarda Puglia e Sicilia

È vietato ogni spostamento dalla Regione, sia in entrata che in uscita (a eccezione di comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza). Sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro nel proprio domicilio o nella propria residenza.

È vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune.

Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering. Rimane consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto.

Cosa accade nello scenario 4?
Lo scenario 4 è simile a un vero e proprio lockdown (area di rischio rossa). Le Regioni in questa fascia sono Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria. Nelle Regioni che si collocano in area rossa è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla Regione, dal Comune e anche all’interno del territorio comunale stesso (sempre salvo necessità e urgenza). Vengono chiusi i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole; chiusi i mercati di generi non alimentari. Vengono chiusi anche bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto.

Nello scenario 4 rimarranno aperte le attività inerenti ai servizi alla persona, fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti.

Sono sospese le attività sportive, anche svolte nei centri sportivi all’aperto. È consentito svolgere individualmente attività motoria (passeggiate) in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e naturalmente con obbligo di mascherina. È consentito lo svolgimento di attività sportiva, esclusivamente all’aperto ed in forma individuale. 

L’attività scolastica si svolgerà in presenza solo per scuola dell’infanzia, elementare e prima media.

Le misure in vigore su tutto il territorio nazionale
Tutte le altre Regioni si trovano in scenario non grave (1 e 2) e si collocano in area di rischio gialla.Tra le norme in vigore a livello nazionale, che vengono applicate ovunque indipendentemente dallo scenario, quindi anche negli scenari non gravi 1 e 2, c’è una sorta di coprifuoco, che prevede una limitazione della circolazione delle persone dalle ore 22. Di conseguenza ritorna in scena l’autocertificazione, che sarà necessaria per uscire di casa dopo le 22: nel caso in cui si esca di casa dopo quest'ora, bisognerà dimostrare di doverlo fare per ragioni di lavoro, necessità o salute. Chiuderanno poi definitivamente musei e mostre, insieme alle sale scommesse e alle sale bingo; bar e ristoranti chiuderanno invece alle 18, con la possibilità di restare aperti all’ora di pranzo di domenica.

Nelle giornate festive e prefestive dovranno rimanere chiuse le medie e grandi strutture di vendita, a eccezione delle farmacie, dei punti vendita di generi alimentari, dei tabacchi e delle edicole.

La didattica a distanza si svolgerà invece al 100% per le scuole superiori, salvo attività laboratori in presenza, mentre per le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia l’attività dovrà essere svolta in presenza ma con uso obbligatorio delle mascherine - saranno esclusi solo i bambini al di sotto dei 6 anni.

Viene sospeso lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, “a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica”.

Per quanto riguarda i mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, il coefficiente di riempimento massimo è del 50 per cento. Viene escluso il trasporto scolastico dedicato.

Smart working ai massimi livelli possibili, sia nella Pubblica amministrazione sia nel settore privato. Gli ingressi del personale devono essere differenziati. In particolare, le pubbliche amministrazioni (salvo il personale sanitario e chi è impegnato nell'emergenza) devono assicurare "le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l'effettività del servizio erogato" e "con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione". Sarà compito di ciascun dirigente di garantire il massimo livello di smart working. Il Dpcm contiene anche la "forte raccomandazione" dell'utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati.

Resta infine fortemente raccomandato a tutti, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio o per motivi di salute. In sostanza: chi può, non deve uscire di casa.

Articolo scritto alle ore 10 e aggiornato alle 20.33

red/gp

(Fonte: Ansa, Corriere della Sera, Il Post)