Bruxelles, 5 marzo 2018 - Giovanni De Siervo interviene alla sessione "Key elements for making international assistance effective" (Fonte foto: DPC)

Verso una protezione civile europea per la salvaguardia dei beni culturali

ProCultHer nasce con l’obiettivo di mettere insieme le professionalità di diversi Paesi per creare un team di esperti che possa essere attivato in caso di eventi estremi e situazioni di emergenza

Lo scorso ottobre il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini aveva auspicato la nascita di una protezione civile europea per la salvaguardia dei beni culturali in situazioni di emergenza. “Con l’incendio della cattedrale di Notre Dame - spiega al Giornale della Protezione Civile Giovanni De Siervo, dirigente del servizio relazioni internazionali del Dipartimento della Protezione Civile - è stato chiaro come sia necessaria la creazione di un sistema europeo in grado di coordinare gli interventi in materia di protezione del patrimonio artistico”. Va in questa direzione il progetto ProCultHer che si propone di unire le professionalità dei diversi Paesi europei con l’obiettivo di creare un team di esperti che possa essere attivato in caso di catastrofi naturali. Coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile, ProCultHer coinvolge la direzione generale di sicurezza interna e di gestione delle crisi del ministero dell’Interno francese, il ministero della Cultura e del Turismo del governo regionale spagnolo Castilla y Leon e la protezione civile turca, insieme al centro internazionale per gli studi sulla salvaguardia e il restauro della proprietà culturale (Iccrom) e alla Fondazione HallGarten del Centro Studi Villa Moresca. In particolare, la Protezione civile nazionale ha assunto un ruolo di primo piano proprio per la sua esperienza nel campo della salvaguardia dei beni culturali, per il grando patrimonio artistico presente sul territorio, ma anche per la quantità di eventi estremi che si sono verificati negli ultimi anni.

Condivisione e cooperazione 
“L’idea è nata qualche anno fa mentre eravamo impegnati nel progetto Promedhe per la protezione del patrimonio culturale e artistico nell’area del mediterraneo - spiega De Siervo -. Ben presto abbiamo capito che ci serviva un’idea simile ma più focalizzata sull’Europa”. ProCultHer nasce con l’intento di condividere le buone pratiche messe in campo dai partecipanti per poi in un secondo momento creare una taskforce in grado di supportare gli altri Paesi. “Inizia tutto con un esame di coscienza: i partecipanti stilano un rapporto nazionale su quanto fatto all’interno dei propri confini e infine condividono le loro esperienze. La seconda fase invece prevede proprio la messa in campo di un team in grado di permettere il supporto delle squadre sul campo”, continua. 

La creazione di una mentalità europea
Insomma, un progetto che va nella direzione della creazione di un soggetto europeo. Al momento però, ProCultHer non prevede l’allargamento ad altri Paesi, anche se almeno due nazioni hanno già mostrato il loro interesse. C’è ancora strada da fare ma le pratiche messe in campo e gli obiettivi da raggiungere potrebbero essere gli stessi. “Da una parte c’è il coordinamento di eventuali squadre, dall’altra c’è la necessità di expertise tecnica in diversi campi che vanno dai restauratori agli ingegneri e agli architetti”, spiega De Siervo. “In generale, credo che la salvaguardia delle persone e dei beni culturali siano entrambe fondamentali durante le situazioni di emergenza. Il nostro obiettivo è proprio quello di diffondere questa mentalità”, continua. Oltre ai professionisti che devono salvare e proteggere un dipinto o un edificio ci sono anche coloro che ne devono garantire il suo stato di conservazione tutti i giorni. “È necessaria una cultura della prevenzione che vada oltre alla semplice gestione dell’emergenza - dichiara ancora De Siervo - non è un caso infatti che il progetto ProCultHer sia stato pensato anche per coinvolgere le istituzioni locali e nazionali”.

Marco Tonelli