fonte foto: Dipartimento Protezione Civile

Riforma della protezione civile: tutti d'accordo tranne Trento e Bolzano

Una battuta d'arresto che rischia di far saltare il riordino della Protezione civile. In Conferenza unificata tutti d'accordo tranne le due province autonome, ma c'è una seconda possibilità: il Governo ha reinserito l'argomento nel prossimo ordine del giorno. Per Enzo Bianco (Anci) "il provvedimento è un grande passo avanti"

Contro ogni aspettativa (e contro il buonsenso) c'è ora il serio rischio che tutto il lavoro fatto in questi anni per riordinare il sistema di protezione civile possa andare in fumo. C'è una scadenza certa, quella che il Capo del dipartimento di Protezione civile ci ha ricordato solo pochi giorni fa: è il 4 gennaio, termine ultimo per l'approvazione dei decreti delegati. La speranza era quella di un iter capace di scorrere via liscio, senza troppi intoppi. Prima nella Conferenza Stato-Regioni, poi nelle commissioni parlamentari. Erano tutti convinti che il provvedimento sarebbe andato in porto. Dal Capo Angelo Borrelli al presidente Anpas Fabrizio Pregliasco fino alle parlamentari Chiara Braga e Raffaella Mariani. Ma ecco l'imprevisto: le Province autonome di Trento e Bolzano non ci stanno. Un "no", il loro, che potrebbe costare caro. Lo riporta l'Adnkronos. "Ci dispiace che un provvedimento su cui c'era un'intesa pressoché totale dei Comuni, dell'Upi e delle Regioni, tranne che delle province autonome di Trento e Bolzano, non sia stato varato" ha dichiarato a caldo Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del consiglio nazionale di Anci, al termine della Conferenza unificata. Sì, perché tra le altre cose, al settimo punto dell'ordine del giorno, c'era proprio "l'intesa, ai sensi dell'art. 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 sullo schema di decreto legislativo recante riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile in attuazione della legge 16 marzo 2017, n.30".

Bianco dice di capire la preoccupazione di Trento e Bolzano "per la loro specialità sulla materia", ma per lui "è più importante trovare un'intesa. Le norme precedenti erano improntate allo scaricabarile. Il provvedimento che abbiamo esaminato è un grande passo avanti sotto questo profilo e disegna in modo chiaro le competenze e le responsabilità delle regioni, delle prefetture, dei sindaci e della burocrazia comunale in modo largamente soddisfacente". Dunque tutto è perduto? Ancora no. L'appello di Bianco è infatti stato accolto dal Governo: il decreto legislativo sul riordino delle disposizioni in materia di sistema nazionale della protezione civile è stato rimesso all'ordine del giorno della prossima Conferenza unificata. E, come ha aggiunto Bianco, "ci saranno riunioni tecniche per risolvere il problema". Insomma, ci sarà una nuova occasione per trovare un accordo.

Luca Calzolari
@lcalzolari