Fabrizio Pregliasco, Presidente nazionale Anpas

#RiformaProciv, Pregliasco, Anpas: "Rafforzato il ruolo del volontariato"

Prosegue il percorso interlocutorio del nostro giornale sul tema della legge di riordino della protezione civile. Ne parliamo oggi con Fabrizio Pregliasco, presidente nazionale di Anpas, l'Associazione nazionale delle Pubbliche assistenze

Dott. Pregliasco cosa cambia con questa riforma per il volontariato di protezione civile e in particolare per Anpas?
"Se parliamo di cambiamenti veri e propri, non si può dire che ci siano modifiche sostanziali, direi piuttosto che, grazie alle disposizioni che stanno per essere emanate, si rafforza l'intero sistema, e che noi come Anpas condividiamo in pieno con il Dipartimento di Protezione civile quegli elementi di organizzazione e coordinamento che riguardano le unità di volontariato. Nella stesura di questa legge di riforma si è fatto tesoro di quelle che, purtroppo, sono state le esperienze, anche recenti, di gestione delle emergenze sul territorio, di tutto ciò che è stata l'operatività e l'organizzazione sul campo. Gli interventi di Anpas, pensiamo ad esempio all'alluvione a Livorno e alla lunghissima esperienza in Centro Italia, solo per citarne alcuni, sono stati rilevanti e anche sulla base delle nostre esperienze si è partiti per razionalizzare e dare organicità al ruolo del volontariato".

Quanto al tema della rappresentanza, ritiene che questa legge dia al volontariato quel ruolo di maggior coinvolgimento decisionale da più parti sollecitato?

"Ci piace molto l'impianto complessivo della legge perché rimarca il ruolo delle associazioni: i meccanismi di rappresentanza e di concertazione verranno meglio strutturati e permetteranno di mantenere quello che già era un ottimo rapporto fra la Consulta del volontariato con gli organi istituzionali. Inoltre viene sottolineata l'importanza di quelle azioni che per noi sono 'chiodi fissi', come la resilienza e la prevenzione. Si tratta degli elementi imprescindibili che sono alla base, ad esempio, della campagna "Io non rischio" che noi a suo tempo stimolammo e istituimmo insieme al Dipartimento nazionale di Protezione civile. Ritengo quindi che si possa dire che le richieste del volontariato siano state accolte. Ovviamente il patrimonio del volontariato di protezione civile non appartiene a noi, ma devo dire che Anpas è una parte rilevante dell'esercito della protezione civile e la nostra presenza è determinante per la sua operatività".

Anche in ambito di pianificazione, questa legge accoglie la richiesta, uscita dagli stati generali nazionali e regionali del volontariato, di coinvolgimento dei volontari nella stesura, ad esempio, dei piani comunali di emergenza:
"Sì, anche in questo caso si tratta di un importante elemento di condivisione con ricadute operative che daranno più fiato all'organizzazione della protezione civile e che permetteranno al volontario di svolgere ancor meglio le proprie funzioni. Un'innovazione che quindi accogliamo con grande favore".

Nella legge si attribuisce anche al cittadino un ruolo più attivo nelle attività di protezione civile..
"E' fondamentale che i cittadini siano protagonisti, ma è chiaro che il cittadino non è l'angelo del fango, ma deve essere inserito in attività organizzate che possano effettivamente essere di aiuto e di supporto gli operatori".

Tornando al tema del volontariato, le nuove disposizione in materia di protezione civile e la riforma del terzo settore vanno nella stessa direzione? Ed è la direzione auspicata?
"Direi proprio di sì, per quanto riguarda il terzo settore noi in Consulta abbiamo portato le nostre istanze, che pensiamo che in questa fase verranno sostanzialmente accolte. Per quanto riguarda la direzione, sì le due cose vanno nella stessa direzione: come ha recentemente rimarcato il Sottosegretario di Stato Luigi Bobba, la riforma del terzo settore ha preso ispirazione dal realtà dalla protezione civile".

Quindi in definitiva, si può affermare che la legge di riordino della protezione civile abbia accolto nella sostanza tutte le istanze pervenute dal mondo del volontariato o qualcosa manca ancora?

"Sostanzialmente sì, lo si può affermare. Come detto ci riteniamo soddisfatti. Ora rimaniamo solo in attesa del testo definitivo".

La conversazione col presidente Pregliasco si conclude su un'ipotesi, forse remota, ma non del tutto escludibile: ma se dopo tutto questo lavoro la legislatura si concludesse con un nulla di fatto?, chiediamo. "Sarebbe una catastrofe - ci risponde di getto -, ma ormai è solo una questione di aspetti operativi. Speriamo che non ci siano ostacoli a livello politico che influiscano su una cosa che è già ben definita sotto ogni punto di vista. Il testo peraltro è già stato visionato in prima lettura dalla commissione ambiente. Sono quindi ottimista sul fatto che si arrivi in tempo alla fine del percorso".

patrizia calzolari

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