Coronavirus, il nostro decalogo per riconoscere le fake news

Come difendersi dalle bufale? Come riconoscerle? Come combatterle?

Soprattutto in questo periodo di crisi assistiamo al proliferare di bufale e fake news - notizie falsificate per scherzo o con il preciso intento di generare panico. Come riconoscerle? Come difendersi? Come combatterle? Abbiamo scritto questo decalogo per riuscire a fermarle insieme.

1) Usa il buon senso e non dare credito a notizie troppo assurde. Il primo sbarramento per fronteggiare le notizie false è la nostra coscienza, usiamola: se una notizia ti sembra falsa, probabilmente è falsa. Semplice, banale, veloce. Certo, questo metodo può essere inefficace, perché esistono anche notizie assurde che sembrano false ma sono vere. Per esempio quell’attore hollywoodiano che dopo dodici giorni di meditazione nel deserto si è ritrovato improvvisamente nel bel mezzo di una pandemia avrà pensato che gli stessero facendo uno scherzo. Il buon senso non sempre è sufficiente: ecco perché dobbiamo passare al punto 2.

2) Verifica la notizia. Una veloce ricerca su internet può aiutarvi a capire se una notizia è vera o falsa. Se vi arriva una notizia strana, per esempio La rivelazione del medico coreano: per combattere il Covid-19 bisogna mangiare segatura, basteranno pochi secondi per confermarla o smentirla. Se siete fortunati, potreste imbattervi nell’articolo di un giornalista coraggioso che ha già fatto questo lavoro per voi (Ecco perché mangiare segatura non vi aiuterà). Altrimenti, se nessuno ha ancora smentito la bufala, dovreste controllare se la notizia è stata ricondivisa dai giornali di cui vi fidate. Se nessuno ne parla, probabilmente la notizia è falsa.

3) Controlla chi l'ha condivisa. La notizia ti è arrivata su Whatsapp, attraverso qualche giornale o dai canali ufficiali? Se è un video, un’immagine, un file audio o un messaggio di testo, anche se chi scrive o parla può sembrare una persona affidabile, è buona regola non credere a notizie la cui fonte non è certa: chissà chi ha scritto quel messaggio/ha registrato quell’audio/ha girato quel video. I giornali possono commettere degli errori, è vero, ma citano sempre i nomi e i cognomi. Se non sai da chi è partita la notizia, sempre meglio non fidarsi. Anche se l’informazione ti sembra plausibile. E non credere che chi è famoso sia automaticamente più affidabile: pure le celebrità possono commettere questo genere di errori.

4) Non farti influenzare dai titoli. Bisogna ammettere che a volte un titolo di giornale può essere fuorviante: può sembrare migliore o peggiore della realtà. Alcuni titoli sono pensati proprio per fare un po’ di rumore. A scanso di equivoci, sempre meglio leggere l’articolo per intero senza fermarsi alla prima riga.

5) Usa i canali ufficiali. In ogni caso, non c’è niente di meglio che informarsi sui canali ufficiali, nazionali e internazionali. I titoli non sono esagerati e le notizie sono verificate. Questi alcuni siti ufficiali:
Governo
Ministero della Salute
Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Protezione Civile
Istituto Superiore di Sanità
Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO)
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Ministero Affari esteri e della Cooperazione Internazionale

6) Non inoltrare notizie di cui non sei sicuro
. Può capitare, per noia o per pigrizia, di inviare ad altri una notizia che non abbiamo ancora verificato, magari facendo affidamento sul fatto che verrà controllata da chi la vorrà approfondire. Ma, a quel punto, quando la notizia sarà rimbalzata un po’ su tutti gli smartphone, avremo contribuito al dilagare di una notizia falsa - causando qualche momento di panico ingiustificato.

7) Non fare finta di niente se ti arrivano bufale: correggi e aiuta chi te le ha mandate, perché potrebbe essere in buona fede. Nel pieno di questo periodo di crisi può capitare a tutti di condividere una notizia non verificata; a quel punto, però, non devi far finta di niente, anzi: contrastare le fake news aiuta tutta la collettività. D’altronde, mangiare segatura non fa bene a nessuno, anche se lo dice un medico coreano...

8) Alcuni dati sono difficili da leggere: meglio affidarsi agli esperti. Può capitare di trovarci di fronte a notizie vere ma di difficile comprensione; oppure possiamo trovarci di fronte a statistiche che, pur essendo basate su dati reali, conducono a conclusioni sbagliate - semplicemente perché chi ha provato a leggerle non era in grado di farlo. Lasciamo a ognuno il proprio campo: per parlare di epidemie, servono gli epidemiologi; per parlare dei virus, i virologi; per parlare di geologia, i geologi - e così via: non ha alcuna autorità un professore di diritto dell’Ohio che si inerpica a parlare di coronavirus.

9) Non andare a cercare le bufale. Può essere inutile e dannoso scandagliare la rete in continuazione per trovare sempre nuove notizie sul coronavirus, soprattutto in questo momento di preoccupazione generale. Nessun problema: se accadrà qualcosa di importante, sarà comunicato dai canali ufficiali e dai giornali. Nel frattempo, puoi passare il resto della giornata cercando finalmente di imparare a giocare a scacchi o cominciando a scrivere la storia della tua vita.

10) Non pensare sempre al peggior scenario possibile. Magari hanno già la cura e ce la tengono nascosta. Magari il virus è nato nei laboratori militari della regione di Wuhan. Forse la malattia è stata mandata dai governi stranieri o forse dagli alieni. O forse no. Perché? Perché lo dicono gli esperti. E ci fidiamo? Certo che ci fidiamo: nessuno ha interesse a farci stare male. E i virologi, gli epidemiologi, i medici e i giornalisti servono proprio a difendere la nostra vita e la nostra libertà d’informazione, perché stiamo combattendo tutti insieme contro la pandemia.

Giovanni Peparello