Coronavirus in Africa: superati i 10mila casi, più di 500 le vittime

Casi riportati in 52 dei 54 Paesi africani. Si temono anche gli effetti economici dell'epidemia: in tutto il continente, a differenza di molte parti del mondo, la copertura della sicurezza sociale è estremamente limitata o inesistente

Più di 10mila contagiati in 52 dei 54 Paesi dell'Africa e oltre 500 vittime. Questo il bilancio tracciato dall'Ufficio regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per il continente. "I contagi, inizialmente, erano principalmente confinati nelle capitali, ma un numero significativo di Paesi in Africa sta ora segnalando casi in più province ", ha reso noto l'organizzazione.

I Paesi più colpiti sono Sudafrica, Algeria e Camerun: il primo ha 1.749 casi e 13 morti, il secondo 1.468 casi con 194 morti e il terzo, 650 casi confermati con nove morti. Il Paese con il minor numero di contagiati è il Sud Sudan, dove risulta una sola persona positiva al test, seguito dal Burundi con tre casi. Gli unici due Paesi senza casi sono Comoros e Lesotho.

"Il numero di casi sta crescendo esponenzialmente nella regione africana - ha affermato il direttore regionale dell'OMS in Africa, Dr Matshidiso Moeti. - Sono stati necessari 16 giorni dal primo caso confermato nella regione per raggiungere i 100 casi. Ci sono voluti altri 10 giorni per raggiungere i primi mille. Tre giorni dopo, eravamo a 2000 casi e due giorni dopo a 3000 ”.

"Affrontare questa pandemia richiede una risposta decentralizzata. Le comunità devono avere il potere e ottenere le risorse e le competenze necessarie per affrontare l'epidemia a livello locale", ha aggiunto l'esperto.

Con il crescere dei casi, cresce anche il timore per gli effetti devastanti che l'epidemia potrebbe avere sulla popolazione, non solo in termini di salute. In Africa i bambini più vulnerabili e le loro famiglie, che dipendono per la loro sussistenza dall'economia informale, saranno sempre più colpiti dalle misure per fermare la diffusione del coronavirus, avverte Save the Children. Pur comprendendo le motivazioni dei governi locali che si stanno concentrando sulla limitazione della diffusione del virus puntando su maggiori restrizioni, Save the Children sottolinea come queste misure hanno un impatto sproporzionato sulle famiglie più povere, che dipendono dall'economia informale per i loro mezzi di sussistenza già fragili. In tutto il continente, a differenza di molte parti del mondo, la copertura della sicurezza sociale è estremamente limitata o inesistente e in gran parte indirizzata ai lavoratori nell'economia formale e alle loro famiglie. Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro, solo il 17,8 per cento degli africani riceve almeno un sussidio in denaro per la protezione sociale e solo il 10 per cento circa della popolazione economicamente attiva è sostenuto da strumenti di sicurezza sociale.

"Siamo estremamente preoccupati che l'aumento delle pressioni finanziarie sulle famiglie accresca l'insicurezza alimentare nelle comunità che già lottano per sapere da dove arriverà il loro prossimo pasto e questo, a sua volta, avrà un impatto devastante sui bambini. Sappiamo per esperienza che quando le famiglie perdono il proprio reddito e non hanno una rete di sicurezza sociale, i bambini diventano vulnerabili agli abusi e allo sfruttamento. Man mano che il COVID-19 inizia a incidere sull'economia, la perdita del reddito dei genitori e la chiusura delle scuole possono costringere molti minori a chiedere cibo, a svolgere lavori pericolosi per sostenere le loro famiglie o famiglie a separarsi in cerca di cibo, lasciando i bambini, soprattutto le ragazze da sole, non protette ed esposte a violenza, abuso, sfruttamento e rischio di matrimonio infantile. I governi, le istituzioni locali e i donatori devono agire insieme e impegnarsi a fermare la pandemia in Africa e affrontare gli effetti negativi delle misure restrittive sui mezzi di sussistenza delle popolazioni più fragili, sostenendo la sicurezza alimentare e l'accesso ai servizi sanitari, integrando le esigenze dei più vulnerabili nella risposta al Coronavirus" ha dichiarato Eric Hazard, Direttore Campagne e Advocacy di Save the Children in Africa.

Per proteggere una generazione di bambini dagli effetti devastanti della pandemia di COVID-19, Save the Children ha lanciato l'appello più grande della sua storia centenaria, con l'obiettivo di raccogliere 100 milioni di dollari per proteggere i bambini e le loro famiglie dalla minaccia più grave dei tempi moderni alla salute e alla sicurezza globale. Con i fondi raccolti saranno ampliati e rafforzati i programmi dell’Organizzazione per evitare una catastrofe che potrebbe influenzare la vita di milioni di bambini.

Intanto l'Unione europea ha stanziato 15 miliardi di aiuti per i suoi partner nel mondo, con particolare attenzione ai Paesi africani. Anche la Cina ha mobilitato le sue risorse inviando dispositivi di protezione, mascherine N95, tute protettive mediche, occhiali protettivi, guanti, termometri e ventilatori polmonari.

red/mn