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Giornata Mondiale dell'Ambiente, ISPRA e ANCI per migliorare la qualità dell'aria

In occasione della Giornta mondiale dell'Ambiente, dedicata ai temi dell'inquinamento atmosferico e della crisi climatica, ISPRA e ANCI ricordano l'accordo che hanno siglato per il miglioramento della qualità dell'aria nelle città italiane

L'inquinamento atmosferico è il tema della Giornata mondiale dell'Ambiente, che ricorre oggi 5 giugno e quest'anno sarà celebrato in Cina, il secondo Paese più inquinato del mondo, dopo l'India. Sarà lanciato un nuovo allarme a governi, industria, collettività e individui e l'appello a passare ad energie rinnovabili e tecnologie green per migliorare la qualità dell'aria nel mondo.

Mentre il nuovo rapporto del Consiglio delle Accademie europee delle scienze (Easac) evidenzia una "gamma allarmante di rischi per la salute dovuti ai cambiamenti climatici e i benefici che si hanno dalla rapida eliminazione dei combustibili fossili", con l'obiettivo di raggiungere uno sviluppo sostenibile delle città ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) hanno siglato un accordo volto ad avviare e sostenere una collaborazione finalizzata alle attività di studio, analisi, valutazione e promozione della qualità dell’ambiente urbano e metropolitano, come strumento di supporto alla pianificazione, alla progettazione di qualità e alla gestione sostenibile da parte delle città e delle aree metropolitane, alla programmazione di politiche nazionali e locali in materia, al coinvolgimento attivo della cittadinanza.

L’accordo, siglato nel marzo 2019, diviene fondamentale se si pensa che nelle aree urbane si continua a superare il limite. Nel 2017 le centraline di 35 fra le principali città italiane segnalano superamenti del valore limite giornaliero del PM10. Lo stesso vale per l’NO2: per il quale almeno una delle stazioni di monitoraggio di 25 aree urbane, gran parte localizzate al Nord, registrano superamenti. Nonostante questo, non mancano i segnali positivi. Tra il 2008 ed il 2017 le concentrazioni medie annue di PM10, PM2,5 e NO2 mostrano un trend decrescente (-2,4% per il PM10 e -2,9% per PM2,5 e NO2). Anche le emissioni di PM10 primario, passano da un totale di 45.403 tonnellate (Mg) nel 2005 a 36.712 tonnellate (Mg) nel 2015 con una riduzione del 19%.

Le automobili private sono ancora in aumento: in un anno (2017) cresce dell’1,7% il parco autovetture intestato a privati. A livello nazionale sono ancora presenti circa 8,9 milioni di auto con direttiva europea antinquinamento da euro 0 ad euro 2 (23,3% del parco totale), ma continua ad aumentare anche il parco auto con direttiva superiore o uguale all’euro 4 che dal 2012 al 2017 passano dal 53,1% al 63,5%. A livello nazionale, rispetto al 2016, diminuisce la quota di auto a benzina e di conseguenza cresce l’incidenza di auto a gasolio. Lieve invece l’incremento delle auto alimentate a GPL e mentre resta stabile per le vetture a metano. Avanza la sharing mobility che nel giro di tre anni (2015-2017) si rafforza come settore aumentando più del doppio il numero delle vetture in condivisione. Delle 48 mila unità messe su strada nel 2017, l’83% sono biciclette, il 16% automobili e l’1% scooter.

A livello locale sempre più amministrazioni hanno predisposto un “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile” (PUMS) in redazione, approvato o adottato complessivamente dalla maggior parte di Comuni con più di 100 mila abitanti e approvato da due Città metropolitane, Bologna e Genova.

red/gp

(Fonte: ANSA, ISPRA, ANCI)