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Il Mediterraneo è diventata una zona a rischio incendio

Gli incendi che da fine luglio interessano Italia, Turchia, Grecia, Marocco e altre regioni mediterranee producono particolato che può danneggiare la salute dei cittadini

Il Mediterraneo è diventato una zona a rischio incendio, con la Turchia colpita da intensi incendi e le ondate di calore che producono un rischio maggiore di ulteriori roghi e l'inquinamento atmosferico attorno alla regione, ha dichiarato oggi, mercoledì 4 agosto, il servizio europeo di monitoraggio dell'atmosfera. Gli incendi infuriano in vari paesi inclusi Grecia e Turchia, dove migliaia di persone sono state evacuate dalle proprie case e dove martedì 3 agosto le fiamme hanno minacciato di raggiungere una centrale elettrica a carbone. I roghi hanno colpito non appena il Sud Europa è stato interessato da una intensa ondata di calore, che ha visto alcune zone della Grecia toccare martedì 3 agosto le temperature di 46 gradi.

Le osservazioni e i dati
La crisi climatica indotta dagli esseri umani sta creando ondate di calore sempre più gravi, dicono gli scienziati. Il Servizio di monitoraggio europeo dell'atmosfera Copernicus (CAMS: Copernicus Atmosphere Monitoring Service) ha affermato che le condizioni di calore e siccità hanno fatto aumentare il pericolo di nuovi incendi anche se le alte temperature da sole non causano gli incendi perchè essi hanno bisogno di essere innescati. Il Copernicus Atmosphere Monitoring Service ha monitorato gli incendi tramite satelliti e rendiconti di ossevazioni dalle zone colpite e hanno detto che le emissioni e l'intensità dei roghi sono rapidamente aumentate in Turchia e nel Sud dell'Italia. In Turchia, uno strumento per misurare l'intensità del fuoco, cioè l'intensità di radiazione del fuoco, che misura l'energia prodotta dall'incendio di alberi ed altro, ha raggiunto i valori più alti da quando questi dati sono stati registrati nel 2003.

Le conseguenze dei roghi
I pennacchi di fumo nel sud della Turchia erano chiaramente visibili dalle immagini satellitari della regione, e il grave aumento dei fuochi ha causato alti livelli di particolato nell'area del Mediterraneo orientale, ha detto Il Copernicus Atmosphere Monitoring Service. Un'esposizione prolungata al particolato è associata a problemi cardiovascolari e tumori ai polmoni. “É molto importante guardare da vicino questa alta concentrazione di incendi in quanto il fumo che emettono può avere impatti sulla qualità dell'aria a livello locale e nella direzione sottovento”, ha dichiarato Mark Parrington, scienziato del Copernicus Atmosphere Monitoring Service. Italia, Albania, Marocco, Grecia, Nord della Macedonia e del Libano hanno affrontato tutti il problema degli incendi alla fine di luglio. E la Commissione Europea ha inviato uomini e mezzi aerei per combattere i fuochi in Italia, Grecia, Albania e nel Nord della Macedonia.

Red/cb

(Fonte: Reuters)