(Fonte foto: Cnsas)

Soccorso Alpino, gli interventi del finesettimana

Molti interventi, soprattutto tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia e Puglia

Molti interventi del Soccorso Alpino su tutto il territorio italiano durante il finesettimana. 

In Veneto, alle 12.20 di sabato 23 maggio circa la Centrale operativa del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Schio per un uomo infortunatosi all'altezza della 42a galleria della Strada delle gallerie sul Pasubio. M.C., 58 anni, di Thiene (VI), aveva infatti sbattuto la testa sulla roccia della galleria, riportando un taglio. Dei passanti lo avevano aiutato a tamponare la ferita e a salire fino al Rifugio Papa, dove è arrivata una squadra che lo ha caricato in jeep, accompagnato al Pian delle Fugazze e da lì alla sua macchina a Colle Xomo, da dove si è allontanato autonomamente. Alle 14.15 è scattata una nuova emergenza per una cordata di 3 scalatori sul Sengio Alto. Sull'ultimo tiro della Via Alba nueva sulla Torre delle Giare bianche, a una ventina di metri dalla cima, un sasso caduto dall'alto aveva colpito al piede uno dei rocciatori, che era riuscito coi compagni ad arrivare in vetta, ma che non era in grado di affrontare le calate in corda doppia di rientro. Cinque soccorritori si sono messi a disposizione in supporto alle operazioni e l'elicottero di Verona emergenza ne ha imbarcato subito uno, che ha verricellato assieme al tecnico di  elisoccorso sulla torre. L'infortunato, L.C., 60 anni, di Vicenza, che è stato recuperato con un verricello di una decina di metri, ha poi rifiutato il ricovero in ospedale ed è stato trasportato al Pian delle Fugazze. Il soccorritore è rimasto assieme ai compagni dell'alpinista per scendere assieme a loro e ad altri due tecnici saliti nel frattempo.

Infine un soccorritore che si trovava al Pian delle Fugazze è stato fermato da un escursionista, la cui moglie era bloccata in Val di Fieno, incapace di proseguire a causa dei dolori a un piede. Avvertita la Centrale operativa, la donna, una sessantaseienne di Sovizzo (VI), è stata raggiunta in fuoristrada e trasportata alla propria auto.

Sempre in Veneto, circa alle 17 di sabato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa (TV) è stato allertato a seguito della segnalazione di una vela da parapendio caduta tra gli alberi sul Monte Grappa. L'elicottero di Treviso emergenza ha iniziato a sorvolare la zona e ha individuato un parapendio tra le piante a Cima Cornosega. Sbarcato con un verricello di 45 metri, il tecnico di elisoccorso ha risalito l'albero per oltre venticinque metri con tecniche di tree-climbing finché è riuscito ad appurare che il pilota era già sceso autonomamente. Subito dopo è stata individuata la seconda vela, quella per cui era scattato l'allarme, e in questo caso la pilota, fortunatamente incolume, era sospesa a circa 20 metri dal suolo, bloccata tra i rami di un abete, all'altezza dei Prati di Borso, quota 850. L'elicottero ha sbarcato il tecnico di elisoccorso con un verricello di 25 metri e con la stessa modalità ha calato altri due soccorritori in supporto alle operazioni, più un quarto arrivato a piedi dal sentiero. S.D., 46 anni, di Vicenza è stata raggiunta, imbragata e fatta scendere in sicurezza a terra. La donna è quindi rientrata assieme alla squadra a piedi e l'eliambulanza è volata in base.



Nel primo pomeriggio di sabato 23 maggio i tecnici del Soccorso Alpino parmense sono intervenuti per due escursionisti in difficoltà sul monte Trevine, al confine tra i comuni di Tornolo e Bedonia, nel gruppo del Monte Penna. La coppia di escursionisti, un uomo di quarantatré anni e una donna di quarantasei entrambi  residenti a Parma, ha imboccato il sentiero che dal Rifugio Faggio dei Tre Comuni conduce sulla sommità del Trevine. Poco sotto alla vetta hanno perso il sentiero, rimanendo bloccati in una zona particolarmente impervia, sul bordo di alcuni salti di roccia. I due hanno così chiamato i Vigili del Fuoco, che hanno richiesto l'intervento dei Tecnici del Soccorso Alpino. Subito il Saer ha inviato il gestore del Rifugio Faggio dei Tre Comuni che, pratico della zona, ha rapidamente individuato i due e dopo averne constatato le buone condizioni di salute di li ha riaccompagnati verso valle, dove nel frattempo avevano iniziato la salita altre tre squadre del SAER. Dopo circa trenta minuti di sentieri, i due sono stati ricondotti al rifugio, dove hanno poi recuperato la propria automobile.

Sabato 23 maggio c'è invece stata una prima intensa giornata di interventi dopo il lockdown per il Coronavirus per i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, chiamati su due diversi scenari in poche ore.

Il primo intervento è stato portato a termine nella zona di Pizzo Manolfo, montagna sopra il quartiere palermitano di Tommaso Natale. Poco prima della 12 al cellulare di un tecnico della stazione Palermo-Madonie del Sass è arrivata la chiamata di due escursioniste che, imboccato un sentiero dal versante di Sferracavallo, una volta in cima avevano smarrito il sentiero finendo sopra le pareti a strapiombo. Prese dal panico avevano lanciato l'allarme, pur non essendo ferite. Una squadra formata da 5 tecnici le ha raggiunte, rifocillate e accompagnate in sicurezza sulla strada dove avevano lasciato l'automobile.

Mentre si stava concludendo questo intervento alla centrale Georesque, l'applicazione che consente la geolocalizzazione, è arrivata l'allerta lanciato da un gruppo di quattro escursionisti che, partiti da Giacalone, avevano raggiunto le falde di Pizzo Mirabella (San Giuseppe Jato). Uno di loro, M.C., 59 anni, palermitano, era scivolato procurandosi la sospetta frattura della caviglia sinistra. Avvisato il numero di emergenza del Sass e inviata l'esatta posizione del gruppo, gli stessi tecnici intervenuti a Pizzo Manolfo sono stati dirottati sul posto, raggiunti da altre due squadre per un totale di 16 unità. Raggiunto l'infortunato, dopo un'attenta anamnesi di eventuali sintomi Covid-19, muniti di tutti i dispositivi individuali di protezione, i tecnici hanno immobilizzato e imbarellato il ferito. Con un continuo cambio di uomini, a causa delle alte temperature, i tecnici del Sass lo hanno trasportato fino alla strada dove li attendeva un'ambulanza del 118. Presenti sul posto anche i carabinieri e una squadra di vigili del fuoco.



Nella giornata di domenica, in Emilia Romagna, un uomo di 43 anni residente a Monzuno è andato, con degli amici, a fare un giro in mountain bike nella pista di Downhill a Loiano. Questo percorso, conosciuto da chi pratica questo sport, parte da Loiano e attraversa tutta la pineta terminando nei pressi di Sabbioni, una frazione sempre del comune di Loiano. Per causa da accertare, l'uomo, giunto nel tratto interno alla pineta è caduto rovinosamente a terra procurandosi un doloroso trauma al braccio. Erano circa le 10.40 e gli amici hanno avvertito subito il 118. La Centrale Operativa di Bologna ha inviato sul posto l'ambulanza di Loiano, la squadra del Soccorso Alpino e Speleologico Stazione Rocca di Badolo e l'elicottero 118 di Pavullo nel Frignano dotato di verricello con a bordo un tecnico di elisoccorso del CNSAS. L'uomo è stato raggiunto da due operatori del Soccorso Alpino, che, dopo averlo individuato, hanno dato indicazioni all'elicottero sul punto esatto da raggiungere. In quella zona la vegetazione è molto fitta. Il personale dell'elicottero è stato dunque sbarcato con il verricello. Dopo valutazione medica e somministrazione dell'analgesia per il forte dolore, il paziente è stato recuperato e trasportato all'Ospedale Maggiore di Bologna in codice di media gravità.

Ancora in Emilia Romagna, i tecnici del Soccorso Alpino Emilia Romagna - Stazione Monte Cimone sono intervenuti domenica 24 maggio, verso le 16.30, a Fanano per l'incidente occorso a un ciclista 55enne di Cadelbosco, nel reggiano, mentre con alcuni amici stava raggiungendo la conca del lago di Pratignana, angolo tra i più suggestivi dell'Appennino a quota 1.313 metri. Nel percorrere il sentiero in discesa che conduce al lago, l'uomo (P.N. le iniziali) è caduto riportando un sospetto trauma cranico e un altro a un polso. Gli amici hanno dato subito l'allarme, che ha portato sul posto una squadra di tecnici Saer con medico al seguito che l'ha subito visitato sul posto, non riscontrando lesioni tali da richiedere l'elisoccorso. L'uomo è stato quindi condotto fino all'ambulanza del 118 di Fanano che attendeva al termine della strada che porta a Pratignana, pronta per il trasporto all'ospedale di Pavullo per gli accertamenti.

Nel primo pomeriggio di domenica, il Soccorso Alpino e Speleologico della Campania è stato allertato dalla Centrale 118 Salerno per intervenire lungo il sentiero degli dei, a cavallo tra i comuni di Positano ed Agerola. A seguito di una caduta un uomo 70enne, originario della provincia di Benevento, ha riportato un trauma ad una caviglia con successivo malore ed è stato necessario l'intervento dei soccorsi. Il CNSAS ha attivato le squadre terrestri che hanno supportato l'equipaggio dell'elisoccorso 118 di Salerno che ha sbarcato sul posto il personale tecnico e sanitario. L'uomo è stato valutato dal medico HEMS e rapidamente recuperato nonché trasferito al nosocomio di Salerno per ulteriori accertamenti.

Una tragedia si è consumata invece tra sabato 23 maggio e domenica 24 maggio in Puglia, provincia di Lecce, dove era stata attivata la Commissione Nazionale Speleosub del Soccorso Alpino e Speleologico per le ricerche di un giovane, D.D. 28enne di Racale, calatosi in mare nel corso di una battuta di pesca subacquea sul tratto di litoranea che conduce alla marina di Andrano, subito dopo aver avvertito la famiglia intorno alle ore 13 sabato 23 maggio.



Non essendo rientrato, già in serata, Carabinieri, Vigili del fuoco, 118 e Guardia Costiera erano accorsi nei pressi della cosiddetta "Isola" di Tricase Porto, dove l'auto del disperso era stata parcheggiata. Il suo pallone di segnalazione del punto d'immersione era stato immediatamente rintracciato di fronte ad una zona di costa caratterizzata dalla presenza di numerose grotte sommerse. Ben sette Speleosub del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico avevano prontamente dato disponibilità alla Capitaneria di Porto di Gallipoli, che ha coordinato le ricerche, ad effettuare le prime immersioni già dal primo pomeriggio di ieri (con eventuale utilizzo di mezzo aereo da Bologna) o dall'imbrunire, visto che gli Speleosub del Soccorso Alpino e Speleologico sono abilitati anche alla ricerca notturna, eventualmente con l'utilizzo dei cosiddetti "rebreather", in dotazione alla Commissione Speleosub Nazionale; si tratta infatti di dispositivi che permettono immersioni con lunghi tempi di autonomia. L'operazione si è conclusa nella mattinata di domenica 24 maggio, quando è stato ritrovato il corpo senza vita del giovane sub.

Nella serata di domenica, in Friuli Venezia Giulia, la stazione Valcellina del Soccorso Alpino e Speleologico è stata attivata assieme ai Vigili del Fuoco poco prima delle 19 su chiamata della SORES per un allerta di mancato rientro. La ricerca è stata attivata da un familiare, preoccupato di non riuscire a contattare la figlia al telefono da sette ore. La ragazza, A. C. del 1992 di Trieste, era andata in escursione in Val Montanaia assieme al fidanzato, A. S. Del 1988 anche lui di Trieste. I soccorritori hanno intanto tranquillizzato i familiari informandoli che la zona ha scarsa o nulla copertura telefonica e che la Val Cimoliana è ancora chiusa al traffico automobilistico. Questo secondo aspetto comporta 15 chilometri in più da fare a piedi lungo la stessa valle, normalmente percorribili in auto, a cui sono da aggiungere i tempi dell'escursione. Alcuni tecnici - quattro degli otto attivati - sono partiti in Jeep per risalire la valle e dopo pochi chilometri, alle 20 in punto, hanno infatti incontrato i due giovani che scendevano incolumi.

Nella serata tra domenica e oggi lunedì 25 maggio c'è stato invece un intervento notturno in Sardegna. Sono state concluse intorno alla mezzanotte e con esito positivo le ricerche delle due giovani escursioniste disperse nei monti del Marganai, nel Comune di Domusnovas. Le due ragazze C.V. e T.G. di 24 anni, di Pauli Arbarei si erano recate in zona sa Duchessa con l'intenzione di effettuare un'escursione a Muru Mannu, ma con il sopraggiungere della notte e la perdita dell'orientamento sono state costrette a chiamare i soccorsi. Allertata alle 21:20 dalla Stazione dei Carabinieri di Iglesias, la Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna ha inviato immediatamente sul posto una squadra di tecnici provenienti dalle Stazioni di Iglesias, Cagliari e Medio Campidano, tra cui un infermiere. Sulla base delle primi indicazioni avute dai Carabinieri, che avevano comunicato con le ragazze prima che la batteria del loro cellulare si scaricasse, i tecnici sono riusciti a localizzare prima la macchina in Località Cruccueu, nei pressi della diga Su Fangu e, successivamente le ragazze, in località Su Barracconi. Le due escursioniste sono state ritrovate alle 23:30 in buone condizioni di salute, un po' infreddolite e spaventate per la perdita dell'orientamento. Sul campo sono intervenuti anche i Carabinieri della Stazione di Domusnovas e i Vigili del Fuoco. L'intervento si è concluso intorno all' 01:30, dopo che le due ragazze sono state accompagnate alla loro macchina e successivamente scortate a Domusnovas dove c'erano ad attenderle i rispettivi familiari.



Mentre in Veneto sono ancora senza esito le ricerche di Carlo Manfroi, 63 anni, di Cencenighe Agordino (BL), uscito sabato 23 per una passeggiata, come d'abitudine, e non più rientrato. L'uomo è partito assieme al suo cane dalla propria abitazione a Chenet in mattinata, da dove, in una decina di minuti di sterrata, si raggiunge Bricol da cui parte una rete di sentieri denominata Le Ial, sotto il Monte Pelsa. Quando alle 13.30 però il cane è ritornato da solo, la moglie ha atteso invano il marito, per poi lanciare preoccupata l'allarme alle 16. La ricerca, che ha coinvolto una settantina di persone si è concentrata sui sentieri principali per allargarsi oltre ed arrivare fino al Cordevole. I Vigili del fuoco hanno bonificato i corsi d'acqua, da Avoscan al Lago di Cencenighe. L'elicottero della Guardia di finanza di Bolzano con a bordo personale del Soccorso alpino di Agordo ha sorvolato a lungo l'area. Controllata la zona prossima a Bricol e all'abitato a nord e  a sud. Erano presenti il Soccorso alpino di Agordo, Alleghe, Val Biois, del Sagf di Cortina e Auronzo, i Vigili del fuoco. Una decina le unità cinofile tra Soccorso alpino, Guardia di finanza e Associazione nazionale dei Carabinieri. Tre i cani molecolari dell'Alpenverein.

Carlo, che è alto un metro e ottanta circa ed è di corporatura longilinea, indossa pantaloncini corti color carta da zucchero, una giacca azzurra e scarpe da ginnastica bianche. Chiunque avesse sue notizie è pregato di contattare i carabinieri. Oggi ci si concentrerà in alcune zone primarie e sarà valutato con la Prefettura come procedere nei prossimi giorni.

red/gp

(Fonte: Cnsas)