(Fonte foto: Protezione Civile Trentino)

Tracenet: come la ProCiv del Trentino userà la realtà virtuale

La Protezione Civile del Trentino sarà capofila del progetto Tracenet, che svilupperà un sistema per formare gli operatori attraverso scenari 3D. Questa è solo l'ultima novità in un campo sempre più ampio: la collaborazione tra Protezione Civile e realtà virtuale

Si chiama Tracenet, acronimo di Training Center Network on 3D and VR, ed è un progetto europeo guidato dalla Protezione Civile del Trentino che svilupperà un sistema innovativo di formazione ed esercitazione aper gli operatori attivi durante le emergenze, attraverso scenari 3D e sistemi di realtà virtuale. Il progetto durerà due anni, ma il primo passo sarà trovare una soluzione tecnologica entro l’estate.

Una piattaforma comune
L’obiettivo, da qui da un anno e mezzo, è quello di creare un network di esperti ed organizzazioni di protezione civile e gestione dei disastri condividendo conoscenze e competenze, generando innovazione, utilizzando anche nuove tecnologie come la realtà virtuale, per simulare possibili scenari d’intervento. L'intenzione è anche quella di creare una piattaforma comune per i vari Stati europei. “È un progetto che ci vede protagonisti accanto ai colleghi di Austria, Portogallo e Svezia - spiega Silvia Marchesi, direttrice della Centrale Unica di Emergenza della Provincia autonoma di Trento”. La Fondazione Bruno Kessler, coinvolta con l’unità 3D Optical Metrology guidata da Fabio Remondino, è l’unico partner tecnologico del progetto, e si occuperà di sviluppare soluzioni tecnologiche, inclusa appunto la realtà virtuale, che consentano agli operatori dei vari dipartimenti di Protezione Civile di sperimentare scenari di emergenza, interagire online e pianificare gli interventi in modo virtuale. Dopo un periodo di studio e analisi, che durerà più o meno sei mesi, la Fondazione proporrà in un resoconto ciò che ha individuato come possibile punto di partenza.

La Protezione Civile nella realtà virtuale
Ci sono stati di recente altri studi ed esperienze che hanno utilizzato la realtà virtuale come una palestra per simulare emergenze. Proprio in Trentino, nel 2021, c’era stata un’esercitazione europea di Protezione Civile in realtà virtuale. L’idea di questo tipo di esercitazione era sorta per evitare di annullare a causa della pandemia un’esercitazione già programmata. Di necessità virtù: così, per testare la macchina di risposta all’emergenza, si decise di realizzare lo stesso la simulazione, utilizzando però strumenti virtuali, che consentirono di replicare uno scenario valanghivo simile a quello di Rigopiano. Grazie all’uso di visori, di controller e di speciali tapis roulant, i soccorritori provenienti da cinque paesi europei poterono cimentarsi nel soccorso in un contesto valanghivo rimanendo  chiusi in una sala riunioni. Poco meno di un anno fa, invece, l’Università dell’Australia Meridionale ha realizzato uno studio su come un’esperienza immersiva di realtà virtuale può aiutare i bambini a prendere decisioni durante un’emergenza. Lo scenario che era stato proposto al gruppo di bambini, tutti tra i 10 e i 12 anni, era molto semplice: “Ti stai occupando del cane di un amico, quando comincia a divampare un incendio. Cosa fai?”. I risultati molto positivi ottenuti dallo studio hanno gettato le basi per un più ampio sfruttamento della tecnologia immersiva per preparare la popolazione a gestire altre tipologie di emergenze fin dalla giovane età. "Questa tecnologia potrebbe essere facilmente applicata ad altri disastri, come inondazioni e guerre, il che è particolarmente pertinente in questo momento storico, con le inondazioni estreme che ancora colpiscono il New South Wales e il Queensland e le atrocità della guerra che si verificano in Ucraina", aveva dichiarato Delene Weber, una delle professoresse dell'Università che ha supervisionato il progetto. 

I partner di Tracenet
Tornando alle novità di questi giorni, il progetto Tracenet ha ottenuto un finanziamento di 458.696,29 euro dall’Unione Europea nell’ambito del programma Union Civil Protection Mechanism (UCPM), un sistema istituito nel 2001 per coordinare il soccorso e l'assistenza umanitaria in caso di catastrofi la cui portata supera le capacità di risposta del singolo Paese colpito. Il progetto avrà una durata di 24 mesi, da gennaio 2023 a dicembre 2024. Accanto alla Provincia autonoma di Trento, ente capofila, gli altri partner del progetto sono: la Fondazione Bruno Kessler - unico partner tecnologico, il Dipartimento della Protezione Civile italiana, la Croce Rossa Austriaca, l’Agenzia per la Protezione Civile svedese e la Scuola Nazionale dei Vigili del Fuoco portoghese.


red/gp

(Fonte: Protezione Civile Trentino)